Neuropsicologia dell'età evolutiva

Martina Rossi R
Martina Rossi
PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA

Lo scopo dello psicoterapeuta non è di produrre uno stato mentale ma di produrre una mobilità mentale che permetta di seguire un percorso nel futuro.

George Kelly

Il cervello non spiega chi siamo, se ci si limita a localizzare le basi nervose dei processi mentali. Il cervello spiegherà chi siamo quando riusciremo a chiarire i meccanismi neuronali.

Carlo Arrigo Umiltà

Che cos’è la neuropsicologia dell’età evolutiva

La neuropsicologia dell’età evolutiva studia come il cervello e il sistema nervoso dei bambini influenzano il loro funzionamento quotidiano. Per diventare neuropsicologo è necessario, dopo la laurea magistrale in Psicologia o Medicina, terminare una scuola quinquennale di specializzazione o, come richiesto in alcuni paesi, completare un dottorato di ricerca.

Perché la valutazione da un neuropsicologo?

A differenza dello psicologo clinico, il neuropsicologo clinico possiede competenze concernenti diversi ambiti delle neuroscienze:  neuroanatomia, neurofisiologia, neurobiologia, psicofarmacologia e neuropatologia. Egli, inoltre, è solidamente formato riguardo gli aspetti teorici oltre che pratici sottesi ai test neuropsicologici, e si avvale di tecniche di neuro-imaging per giungere ad una diagnosi funzionale.

L’approccio neuropsicologico: non solo estinguere il sintomo ma risolvere il problema

Quando, ad esempio, si ha a che fare con un disturbo dell’apprendimento non è solo importante sapere se il bambino abbia o meno un disturbo della lettura o della matematica, ma è necessario capire perché esiste. In tutte le patologie questo approccio permette non solo di estinguere il sintomo, ma di saper prevedere e prevenire l’aggravarsi del quadro clinico in futuro.

Pianificare interventi precoci, brevi e realmente efficaci

Capita spesso che molti bambini e adolescenti siano già stati valutati dal sistema scolastico o da uno psicologo clinico attraverso una valutazione psicometria, educativa o psico-educativa, ma gli interventi non abbiano portato ad un significativo miglioramento delle prestazioni del bambino o della qualità delle sua vita.   La valutazione e il trattamento di tipo neuropsicologico risultano molto più efficaci nel correggere traiettorie atipiche di sviluppo, poiché in grado di fare distinzioni più sottili in termini di capacità effettive e potenziali da sviluppare, dando indicazioni più utili anche alla famiglia e agli altri terapisti.